Scheda Tecnica TFH

Andrea CapuzzoTrackList:

  • 1. Hello Boys – 2:50
  • 2. Anybody There – 3:16
  • 3. Shame On You (to keep my love from me) – 3:57
  • 4. I Do – 2:04
  • 5. Ten Feet High – 3:21
  • 6. Champagne from a Straw – 3:34
  • 7. 24 Hours – 2:59
  • 8. This is What It’s All About – 3:34
  • 9. Take Me I’m Yours – 3:07
  • 10. Stupidest Girl In The World – 3:38
  • 11. Ideal World – 2:21
  • 12. Shame On You (to keep my love from me) Radio Edit – 3:37
  • 13. Amazing – 2:26 (bonus track giappone)

Singoli Estratti:

  • Shame On You (to keep my love from me) – 18 giugno 2007
  • Champagne from a Straw – 20 agosto 2007


Recensione:

Ten Feet High è il primo album solista di Andrea, uscito nell’estate del 2007.

Il disco rappresenta un avvio ambizioso per la  carriera solista della lead vocal dei Corrs per due motivi: per i nomi coinvolti nella produzione ( Nelle Hooper produttore e Bono produttore esecutivo) e per il tentativo da parte della cantante di staccarsi dal gruppo di famiglia e dal loro sound rappresentativo.

Questa è infatti la caratteristica principale del disco: la totale assenza di qualsiasi strumento della tradizione  irlandese. Il risultato è un album diviso in due dal punto di vista del suono: se da un lato vi è la totale influenza della produzione di Nelle che realizza tracce caratterizzate da arrangiamenti elettronici (Hello Boys e la cover degli Squeeze Take me i’m yours dove Andrea ha la voce pesantemente modificata dal vocoder)  dall’ altra vi sono ballate con qualche traccia pop più movimentata.

Questo ha spiazzato non poco i fans dei Corrs, a partire dal singolo di lancio Shame on you, brano pop caratterizzato da spruzzate di elettronica, (in particolare nella versione radio edit, dove le tonalità dance vengono ancora più rimarcate ).Le tracce migliori sono quelle più affini con il lato pop della musica dei fratelli di Dundalk: la title track Ten Feet High e il brano 24 hours ( che più somiglia alle produzioni del gruppo anche per la seconda voce nel ritornello ).

I testi sono vari: dalla storia d’amore di cui non si riesce ad accettarne la fine (Ten Feet High), alla descrizione della quotidianità in contrapposizione a un mondo ideale (ideal world) a una protesta generale ad ogni forma di guerra (shame on you) .

Nonostante lo sforzo di dimostrarsi non soltanto come “quella dei corrs” Andrea raggiunge l’obiettivo a metà realizzando un album troppo disomogeneo nel suono e con molti brani riempitivi, canzoni monocorde che l’ascoltatore tende a saltare dopo pochi ascolti ( Anybody there, I do, This it’s what it’s all about).

Il cambiamento radicale (operato solo in parte), l’assenza di influenze irish folk e la scarsa promozione profusa dalla casa discografica hanno reso breve la vita di questo disco che è passato quasi totalmente inosservato (sia dai fans che non hanno gradito la svolta di stile, sia nelle classifiche, ad  eccezione tranne in Spagna dove raggiunge la posizione 9).

Il flop che ne è conseguito ha messo per il momento fine alla carriera solista della bella Andrea, visto che la Atlantic rifiuta di farle realizzare un nuovo cd.

Recensione di Andrea Capuzzo (Helo)

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